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Diplomi falsi, come riconoscerli e perché è fondamentale evitarli

Nell’ultimo anno sono aumentati esponenzialmente i casi di diplomi falsificati in Italia. Una tale farsa viene messa in atto principalmente per passare di ruolo o salire in graduatoria al fine di raggiungere un posto di lavoro a tempo determinato.

Il fenomeno, sempre troppo presente tra i fatti di cronaca di tutta la penisola, sarebbe in parte da attribuire a bandi e concorsi sempre più competitivi, talvolta con numero chiuso a cifre sempre più ridotte.

Certamente un deterrente utile ed efficace per arginare il problema sarebbe quello di aumentare i controlli da parte delle autorità. Ancor meglio dedicare più tempo e una maggiore attenzione all’esaminazione dei concorrenti. Nonostante le frequenti sanzioni afflitte ai falsari, questa pratica continua a farsi largo tra i funzionari pubblici, ma gli inquirenti hanno più volte dichiarato che, anche se il problema continuerà a presentarsi in futuro, si potrà mantenere sotto controllo collaborando con gli organi competenti, Guardia di Finanzia e Polizia Giudiziaria.

Una breve analisi del fenomeno contribuisce a smascherare diplomi e titoli falsi con piccoli accorgimenti che si basano su conoscenza, controllo e denunce.

Fatti di cronaca inerenti

Lo scorso Marzo 2019 nell’Irpinia sono stati imputati ben 44 concorrenti che miravano al raggiungimento di un posto di lavoro come personale Ata, con in mano un certificato di “specializzazione per sostegno didattico e disabilità” completamente falso. Una contraffazione che, a quanto dichiarato dagli inquirenti, si aggirerebbe tra i 500 e i 2000 euro per diploma, ma che costerebbe ai “furbetti” una pesante condanna.

Ancora lo scorso Ottobre 2021 a Treviso erano i 101 i bidelli che sono riusciti a conquistare assunzioni a tempo determinato grazie a falsi diplomi. A sollevare il sospetto degli esaminatori le dichiarazioni di alcuni di questi soggetti, che attestavano di aver svolto servizio o conseguito diplomi di qualifica professionale con il massimo dei voti in alcuni istituti paritari. Così sono iniziati i controlli incrociati da parte della Guardia di Finanza con la stretta collaborazione dell’Inps e dell’Agenzia delle Entrate.

Come riconoscere un diploma fasullo

Alcuni campanelli d’allarme possono essere riscontrati in caso di dichiarazioni scritte sui curriculum vitae incongruenti o sospette rispetto al grado di preparazione del candidato. Inoltre la mancanza del nome della scuola o della struttura che ha rilasciato il certificato, così come l’omissione scritta del punteggio ottenuto, potrebbero indicare che il soggetto voglia evitare di lasciare tracce o contatti col suo percorso di formazione.

Nell’effettuare un controllo la segreteria della scuola dovrebbe sempre essere disponibile, anche in caso di lunghi periodi trascorsi, a verifiche e accertamenti sui rilasci dei diplomi a relativi nominativi.

Valutare il grado di competenza professionale del candidato è indubbiamente una efficace “prova del nove”. Non avendo maturato un’esperienza pratica nel campo lavorativo di interesse, di certo il soggetto non potrà svolgere la professione in maniera efficiente e con le giuste competenze.

Una volta accertati che il certificato in mano è contraffatto, inviare immediatamente una segnalazione agli organi competenti e presentare una denuncia ai Carabinieri o alla Guardia di Finanza. Sul sito del Ministero dell’Istruzione si trovano tutte le informazioni necessarie.

Cosa si rischia

La falsa dichiarazione di titoli nei concorsi pubblici può portare alla reclusione da uno a sei anni. Come cita l’art. 495 del Codice Penale, chiunque dichiara o attesta falsamente al pubblico ufficiale l’identità, lo stato o altre qualità della propria o dell’altrui persona è punito con la reclusione da uno a sei anni.

La legge inoltre prevede una pena non inferiore ai due anni di reclusione in caso si dichiari il falso circa il proprio stato civile, la propria identità, il proprio stato o le proprie qualità personali.

Per tal motivo è importante prestare la massima attenzione nel compilare anche una domanda per un concorso pubblico, specialmente quelli relativi alla propria istruzione e alle esperienze lavorative pregresse.

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