Accesso Studenti
    • 18 OTT 10
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    Continuano le proteste per opporsi ai tagli sulla scuola in Italia, compresa la capitale, Roma.

    Venerdì alla convocazione dei Cobas hanno replicato moltissimi lavoratori, con seguiti nelle maggiori città e astensioni dal lavoro. Hanno preso parte ai cortei il 30% dei lavoratori, circa 100mila persone in piazza, con vertici eccezionalmente elevate a Roma e Napoli con 15 mila presenti, a Torino con circa 20 mila presenti, a Palermo e Cagliari con 7 mila presenti e a Pisa con 6 mila presenti.

    Secondo invece il ministro Gelmini , il tasso di adesione alla manifestazione è stato diverso e afferma che non si è presentato a scuola solo il 3,1% del personale. Spiega Bernocchi :-” Sciopero e cortei si sono rivolti contro i tagli di orario, materie e posti di lavoro (140 mila in meno in tre anni), sottolineando come l’impoverimento della scuola sia certamente un processo in atto da un ventennio con la responsabilità dei governi sia di centrodestra sia di centrosinistra, ma che, nel contempo l’attuale politica di tagli registra un salto quantitativo che ci precipita verso il baratro di una scuola-miseria senza risorse né‚ speranze”.

    Nella capitale tra striscioni e cori , gli studenti incamminati verso Porta San Paolo dal ministero dell’Istruzione hanno urlato:- ” Vogliamo un solo disoccupato, ministro Gelmini licenziato” , “Con questa riforma a scuola non si torna”.

    C’è stata anche una manovra volta al raggiungimento di Montecitorio , che si è affievolita in quanto le forze dell’ordine hanno distolto dall’intento i giovani studenti.

    A contrassegnare la manifestazione di Torino , alla quale si sono associati altresì gli operai della Fiat, un pupazzo figurante un impiccato con la scritta “Con tutti questi tagli finirete per tagliarci le gambe”, appeso altresì sotto il palazzo della Regione, dove i partecipanti al corteo hanno rifiutato, con cori e slogan, il governatore Roberto Cota, giudicato colpevole di parte dei tagli al diritto allo studio.

    All’Aquila più di 200 partecipanti fra studenti e insegnanti precari si sono raccolti dinnanzi all’ufficio della Giunta regionale. I partecipanti si sono preoccupati in quanto l’Aquila, invece di essere sostenuta perché‚ in piena decadenza causa terremoto, appare ancora la più colpita da questa situazione.

    Molto numeroso il corteo di Palermo, di Cagliari, di Bologna, Bari, Venezia, Pisa, Firenze e Genova. In tutto 14 le città coinvolte.

    E la manifestazione non è terminata. Questo sabato, come annunciato da Bernocchi:-” Si intensifica la campagna contro il collaborazionismo e l’illegalità, con il blocco di tutte le attività aggiuntive come laboratori e visite di istruzione”.

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