Accesso Studenti
    • 03 NOV 14
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    L’Istat ha decretato che una famiglia su due tira avanti con meno di duemila euro al mese, e gli insegnanti di casa nostra sono sempre più poveri.

    La Commissione europea ha studiato la situazione dei salari degli insegnanti in Europa nell’anno 2013/2014, secondo il report di Eurydice, gli stipendi e le indennità degli insegnanti di scuola materna, elementare e media italiani, dal 2009 al 2014, hanno perso ben l’8 per cento del loro potere d’acquisto.

    Inoltre i salari dei professori di scuola superiore s0no rimasti quasi invariati e decrescono dell’1 per cento appena, mentre in quasi tutti i paesi europei sono cresciuti.

    La difficoltà di arrivare alla fine del mese è principalmente presente quando a portare a casa lo stipendio è solo un docente e da qui nasce la necessità di richiedere aiuto alle famiglie di origine.

    La situazione in Italia è questa: blocco del contratto che è scaduto nel 2009, congelamento degli scatti stipendiali e taglio alle risorse per le attività aggiuntive, tutto questo ha prodotto un calo dello stipendio reale dei docenti italiani, che sfocerà nelle mini pensioni.

    Le mini pensioni sono quelle retribuzioni, del 60/70 per cento dell’ultimo stipendio, di cui si dovranno accontentare i docenti in servizio che hanno meno di cinquant’anni, quando andranno in pensione.

    Per questo si può ipotizzare che i 148mila precari della scuola che Renzi si appresta ad assumere sono destinati allo stesso modo alla difficoltà di arrivare alla fine del mese.

    I numeri parlano chiaro, sperare di poter vivere in 3 con un solo stipendio da insegnante è impensabile, i sindacati hanno appena raccolto 300mila firme per richiedere il rinnovo del contratto.

    Un professore di scuola media o superiore appena immesso in ruolo con moglie e due figli  –  uno di 3 e l’altro di 11 anni  –  guadagna 1.429 euro netti al mese, ma con quel nucleo familiare a Milano occorrono almeno 1.677 euro per galleggiare sopra la soglia di povertà assoluta.

    Stessa situazione in un piccolo comune dell’Italia centrale, dove con moglie e due figli occorrono almeno 1.442 euro per evitare di stare nella soglia di povertà, solo in un piccolo comune del meridione lo stipendio sarebbe sufficiente: per campare occorrerebbero 1.212 euro al mese.

    Le cose vanno meglio se la famiglia con prof capofamiglia ha un solo figlio di età compresa tra zero e 3 anni, in questo caso bastano 1.274 euro al mese in una metropoli del Nord, 1.162 euro in un grande comune del centro e 942 in un grande comune del Sud.

    In definitiva con uno stipendio di 1.375 euro al mese si riesce a farcela, ma basta un piccolo imprevisto per far precipitare la situazione.

    L’Istat include nei poveri tutti i nuclei famigliari che guadagnano al massimo il 20 per cento in più della soglia di povertà assoluta.

    Una famiglia monoreddito con figlio di 5 anni è considerata “quasi povera” in un comune abbastanza grande del centro Italia se riesce a raggranellare meno di 1.502 euro al mese, se pensiamo ad uno stipendio di 1.375 euro torniamo ad essere protagonisti indiscussi del club dei poveri.

     

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