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    Attenzione!

    Senza una laurea o un Diploma non si lavora!

    Almalaurea

    XV Indagine sulla Condizione occupazionale dei laureati
    Venezia- Università Ca’ Foscari – 12 marzo 2013

    I giovani colpiti dalla crisi. Ma la laurea rimante un forte investimento contro la disoccupazione


    In Europa e in Italia, l’andamento dell’economia reale e dell’occupazione continuano ad essere caratterizzati da segnali negativi. A pagare il prezzo più elevato continuano ad essere le fasce deboli della popolazione, in particolare i giovani.
    Nel corso degli ultimi due anni (2011-2012) la disoccupazione è cresciuta in Europa e in Italia. La documentazione relativa alla disoccupazione per età e titolo di studio conferma, per un verso che, nella fase di ingresso, tutti i giovani italiani, laureati inclusi, incontrano difficoltà maggiori che in altri paesi. Per altro verso, nell’arco della vita lavorativa, la laurea continua a rappresentare un forte investimento contro la disoccupazione anche se meno efficace in Italia rispetto agli altri paesi. Nell’intervallo di età 25-64 anni la documentazione più recente dice che i laureati godono di un tasso di occupazione più elevato di oltre 12 punti percentuali rispetto ai diplomati.

     

    Il deficit di diplomati e laureati

    Una lettura corretta della documentazione conferma che nel 2010 l’Italia si trovava agli ultimi posti per la quota di laureati sia per la fascia d’età 55-64 anni sia per quella 25-34 anni. D’altra parte le aspettative di raggiungere l’obiettivo fissato dalla Commissione Europea per il 2020 (40% di laureati nella popolazione di età 30-34 anni), sono ormai vanificate e più realisticamente si può attendere il nostro Paese raggiungendo al massimo il 26-27%. Inutile, ancorché triste, aggiungere che in questo modo l’Italia, insieme alla Romania, è il paese con l’obbiettivo più modesto e molto lontano da quello medio europeo. Il ritardo nei livelli di scolarizzazione degli occupati riguarda sia il settore privato che quello pubblico, con una maggiore incidenza sul primo, e si riflette significativamente sui livelli di istruzione della classe manageriale e dirigente italiana. Un’ulteriore conferma che il ridotto assorbimento di laureati e la ridotta valorizzazione della conoscenza abbia a che vedere anche con le caratteristiche delle imprese, è offerta, in questa fase di crisi, dai dati dell’indagine Excelsior sulle previsioni di assunzione per il 2012. La propensione ad assumere laureati cresce significativamente con le dimensioni delle imprese e con il grado di internazionalizzazione e di innovazione di queste ultime. L’elevazione della soglia educazionale del Paese richiede dunque un aumento sia del numero dei diplomati sia dei laureati, essendo la prima condizione necessaria anche per il realizzarsi della seconda. Oggi, solo il 30 per cento dei diciannovenni si iscrive all’università. Contrariamente a quanto avviene nella media dei paesi europei, nei prossimi anni in Italia la componente largamente maggioritaria dell’offerta di lavoro continuerà ad essere costituita da individui in possesso della scuola dell’obbligo o di un diploma secondario.

    Senza il Diploma, il titolo di studio minimo, per il lavoro non c’è speranza!
    Laureati e diplomati a confronto: la laurea vale di più.

    La condizione occupazionale e retributiva dei laureati resta migliore di quella dei diplomati di scuola secondaria superiore. Fonti ufficiali (ISTAT e OECD) ci dicono che, fino ad oggi, nell’intero arco della vita lavorativa, in Italia, i laureati hanno presentato un tasso di occupazione di oltre 12 punti percentuali maggiore rispetto ai diplomati (76,6 contro 64,2%). Le medesime fonti confermano che anche la retribuzione ha premiato i titoli di studio superiori: fra i 25-64enni risulta più elevata del 50% rispetto a quella percepita dai diplomati di scuola secondaria superiore.

    Istat: 15 milioni in disagio economico. I “giovani” non lavorano e “non studiano!”
    Il tasso di disoccupazione colpisce i giovani con titolo di studio più basso, in modo particolare quanti hanno al massimo la licenza media!

    L’Italia ha “la quota più alta d’Europa” di ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studiano ne lavorano né: 2,25 milioni, uno su quattro. Le persone ‘potenzialmente impiegabili’, cioè disoccupati, scoraggiati e in cerca, superano i 6 milioni. Giovani maggiormente colpiti dalla crisi economica, tanto da rinunciare a formarsi e a cercare lavoro. Le pennellate scure prevalgono nettamente nel quadro emerso dal Rapporto Annuale 2013 -L’Italia ha “la quota più alta d’Europa” di giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano né lavorano. Si tratta dei cosiddetti Neet, arrivati a 2 milioni 250 mila nel 2012. Spiega sempre l’Istat che il tasso di disoccupazione dei giovani è aumentato di quasi 5 punti percentuali e sono stati relativamente più colpiti, i giovani con titolo di studio più basso, in modo particolare quanti hanno al massimo la licenza media. La distanza tra formazione e lavoro emerge dal fatto che solo il 57,6% dei giovani laureati o diplomati italiani (tra 20 e 34 anni) lavora entro tre anni dalla conclusione del proprio percorso di formazione. In Europa la media è al 77% e l’obiettivo al 2020 è l’82%.

    29/11/2011 – ITALIA DEGLI IGNORANTI: IN 119MILA LASCIANO GLI STUDI. IL 19% È POCO ISTRUITO

    Un popolo di asini che non sa leggere né far di conto. Troppo spesso senza titolo di studio o, peggio, disposto a dimenticare in pochi anni tutto ciò che ha appreso sui banchi di scuola. Un ritratto decisamente preoccupante, quello che emerge dalle ultime statistiche relative al livello di istruzione della popolazione italiana. A lanciare l’allarme è il linguista ed ex ministro Tullio De Mauro: «Il 71% della popolazione si trova al di sotto del livello minimo di lettura e comprensione di un testo scritto di media difficoltà». L’analfabetismo è dietro l’angolo: il 5% continua il professore, «non è neppure in grado di decifrare lettere e cifre, un altro 33% sa leggere, ma riesce a decifrare solo testi di primo livello su una scala di cinque ed è a forte rischio di regressione nell’analfabetismo ». Un ulteriore 33% si ferma a testi di secondo livello. «Non più del 20%, quindi – conclude De Mauro – possiede le competenze minime per orientarsi e risolvere, attraverso l’uso appropriato della lingua italiana, situazioni complesse e problemi della vita sociale quotidiana». Per l’ex ministro della pubblica istruzione, quindi, siamo in pieno analfabetismo di ritorno. Ma non è tutto. Secondo i dati Eurostat, ripresi da Tuttoscuola, l’Italia è lontana dal raggiungere l’obiettivo per il 2020 fissato da Lisbona al 10% di dispersione scolastica: oggi, in Italia, ci sono infatti ben 119 mila giovani che ogni anno abbandonano gli studi e rinunciano così al diploma, se non la licenza media. E’ il 19,2% della popolazione tra i 18 e i 24 anni, contro una media Ue del 14,4%. L’Italia dunque, paese di poeti, lascia dietro di sé solo Islanda, Portogallo, Spagna, Malta e Turchia.

    «Non è mai troppo tardi con ISUONLINE»
    . La nuova emergenza è il «deficit formativo» della popolazione. Sono oltre 28 milioni, infatti, gli adulti in possesso della sola licenza di terza media. E oltre l’80% non raggiunge il livello 3 fissato dall’Unione europea e necessario «per garantire il pieno inserimento nella società della conoscenza». Un ritardo che pesa parecchio in una economia sempre più globalizzata. L’obiettivo, se da un lato è di colmare il gap di istruzione, dall’altro è quello di fronteggiare anche i cambiamenti demografici di questi ultimi anni. L’Italia ha un indice di vecchiaia tra i più alti in Europa. Secondo l’Istat, la popolazione nazionale nel 2050 sarà composta per il 34,4% dagli over 65enni. All’inizio degli anni ’80 erano il 13,1%. Aumenta anche la presenza degli stranieri. I regolari sono il 7,5% della popolazione, secondo i dati della Caritas che stima che nel 2050 raggiungeranno il 20%. Ma c’è anche un’altra criticità: la mobilità sociale che nel nostro Paese è tra le più basse d’Europa. Solo il 5% di chi ha un genitore con la licenza media, secondo un dato Ocse, riuscirà poi a conquistare la laurea.
    AGGIORNAMENTO 2011 DATI STATISTICI

    13/09/2011 – SCUOLA: IN ITALIA ANCORA POCHI DIPLOMATI, 70,3% CONTRO MEDIA OCSE 81,5%

    (ASCA) – Roma, 13 set – In Italia gli studenti che si diplomano alla scuola superiore sono ancora superiori: il 70,3% del totale dei giovani tra i 25 e i 34 anni, contro una media Ocse dell’81,5%. E’ quanto emerge dal rapporto ”Uno sguardo sull’Istruzione”, diffuso oggi dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico.

    Tuttavia, evidenzia l’Ocse, l’Italia e’ uno dei sette Paesi in cui il numero di giovani tra i 25 e i 34 anni con diploma secondario superiore o universitario supera di almeno 30 punti percentuali il numero di individui tra i 55 e i 64 anni con livelli simili d’istruzione. Cio’ indica che l’accesso all’istruzione secondaria superiore e’ aumentato notevolmente negli ultimi 30 anni. In ogni caso, l’Italia detiene uno dei piu’ bassi tassi di conseguimento di diplomi d’istruzione terziaria tra i Paesi Ocse: in Italia, il 20,2% dei giovani tra i 25 e i 34 anni raggiunge tale livello d’istruzione, rispetto alla media Ocse del 37,1% relativa alla stessa fascia d’eta’ (posizionandosi al 34 posto su 37 Paesi). E ancora: il tasso di conseguimento dei diplomi d’istruzione secondaria superiore e terziaria (di durata maggiore e fondamentalmente teorici) si attesta al di sotto della media Ocse: l’80,8% rispetto all’82,2% per l’istruzione secondaria superiore e il 32,6% rispetto al 38,6% per l’istruzione terziaria.

    Fonte dati: UNLA-ISTAT 2001-2005 e
    ISTAT Maggio 2008
    Dunque questi sono i dati e questa è la situazione in Italia. E allora cosa aspetti? Se sei qui, è perché hai capito l’importanza dello Studio, hai capito che investire sulla propria formazione è l’unica strada che conduce alla propria realizzazione personale e finanziaria!! Istruzione, Studio, Scuola, Formazione e Cultura, insieme all’Apprendimento, la Conoscenza, la Consapevolezza, l’Informazione e la Qualificazione, sono le uniche soluzioni nella società odierna per migliorare e per crescere!! Pertanto se vuoi migliorare la qualità della tua vita, crescere economicamente, INVESTI SU TE STESSO, NOI SIAMO QUI PER AIUTARTI A STUDIARE……. E VINCERE!!

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