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	<title>Blog &#124; ISU Centro Studi &#187; scuola</title>
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	<description>Il blog dell&#039;ISU</description>
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		<title>Scuola: 126mila Studenti non terminano gli studi</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2009 10:53:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camiria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel 2008 sono stati rilevati ben 126mila studenti, di età compresa fra i 14 e i 17 anni, che non hanno conseguito e terminato gli studi per prendere il diploma. Al meridione ad esempio spetta il record con il 7,7% di studenti che non hanno terminato gli studi; il secondo posto interessa invece le regioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-837" style="border: 1px solid black; margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="studenti" src="http://www.isucentrostudi.it/portale/wp-content/uploads/2009/11/studenti.jpg" alt="studenti" width="250" height="149" /><strong><em>Nel 2008 sono stati rilevati ben 126mila studenti, di età compresa fra i 14 e i 17 anni, che non hanno conseguito e terminato gli studi per prendere il diploma. Al meridione ad esempio spetta il record con il 7,7% di studenti che non hanno terminato gli studi; il secondo posto interessa invece le regioni del Nordest d&#8217;Italia con una percentuale del 2,8%. In quanto la metà dei non diplomati sono principianti che non praticano lavori di sviluppo e formazione. Per quanto concerne invece  l&#8217;istruzione generale, la percentuale dei studenti fra i 14 e i 18 anni è al 93%. Spicca non di meno un&#8217;ascesa della percentuale d&#8217;istruzione, tra i giovani ragazzi sedicenni. Anche sulla linea della costanza e continuità  degli studi all&#8217;interno delle scuole professionali solamente 55 scolari su 100 delineano una regolarità con l&#8217;iter scolastico.<br />
</em></strong></p>
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		<title>Via dalle scuole 37mila docenti</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2009 10:56:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camiria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Purtroppo la &#8220;Riforma Gelmini&#8221; ha reciso ben 37 mila insegnanti fra le scuole medie, le scuole superiori e anche le cosidette scuole primarie. Ma i finanziamenti per le stesse ancora ad oggi non sono stati  stanziati. 
Nel complesso l&#8217;anno corrente è iniziato con il taglio di 2500 docenti di educazione tecnica e 9500 docenti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-705" title="docenti" src="http://www.isucentrostudi.it/portale/wp-content/uploads/2009/10/docenti.jpg" alt="docenti" width="390" height="334" /></p>
<p>Purtroppo la &#8220;<em><strong>Riforma Gelmini</strong></em>&#8221; ha reciso ben 37 mila insegnanti <span>fra le scuole medie, le scuole superiori e anche le cosidette scuole primarie. Ma i finanziamenti per le stesse ancora ad oggi non sono stati  stanziati. </span></p>
<p><span>Nel complesso l&#8217;anno corrente è iniziato con il taglio di 2500 docenti di educazione tecnica e 9500 docenti di lettere nelle scuole medie. Taglio di 10000 maestri alle primarie e 11300 docenti nelle scuole superiori. Per un totale di 37 000 insegnanti mandati a casa nelle scuole italiane.<br />
</span></p>
<p>I tagli inesorabili e i restringimenti d’orario dovevano servire a risparmiare soldi, ma il Ministero riduce comunque i fondi per le 45.000 istituti scolastici italiani. Per il 2009 , almeno per ora, non ha erogato ancora denaro per l&#8217;andamento burocratico e funzionario delle scuole. In quanto vengono elargiti non per anno scolastico, ma per anno solare. Il Ministero consegnerà  60 milioni per l&#8217;andamento scolastico ( a differenza però dei 73 milioni stanziati lo scorso anno) e 260 per le pulizie. Nonostante la notizia, per ora gli istituti non hanno ancora ricevuto alcuna comunicazione. Come spiegato dalla <em><strong>Cgil </strong></em> questi fondi sono essenziali affinchè gli Istituti possano operare in modo consono e appropriato e pagare anche le imprese di pulizia che se non pagate cessano di operare. Nonostante comunque tali soldi arrivino a destinazione , in rapporto allo scorso anno, mancano alla convocazione 107 milioni di euro, non considerando nel calcolo il circa milione di euro che gli istituti del biennio 2005/2006 hanno erogato di tasca propria , ai quali deve essere restituito.</p>
<p style="font-weight: bold;">Fondi per la didattica:</p>
<p>I fondi per la funzione didattica provvedono a retribuire materiale da scrittura,registri, prodotti per la pulizia e carta. Fra lo scorso marzo e giugno l’organizzazione indipendente &#8220;Cittadinanza attiva&#8221; è andata a visionare la condizione degli istituti. Nel 69% delle scuole non erano sufficienti gli asciugamani usa e getta, nel 61% mancava il sapone e nel 44% , pressochè in un istituto su due, non era presente nemmeno la carta igienica.</p>
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		<title>Caro scuola 2009</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Oct 2009 10:04:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camiria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Ogni anno con l&#8217;apertura delle scuole torna a farsi sentire il problema del caro scuola. Ed ogni anno tutte le famiglie devono fare i &#8220;conti&#8221; con le spese che la stessa richiede: libri, quaderni, zaini, astucci e il resto del materiale didattico. Per fortuna in soccorso ci sono delle associazioni apposite, che sorreggono le famiglie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-679 alignnone" title="caro scuola" src="http://www.isucentrostudi.it/portale/wp-content/uploads/2009/10/caro-scuola.jpg" alt="caro scuola" width="552" height="271" /></p>
<p style="text-align: center;">Ogni anno con l&#8217;apertura delle scuole torna a farsi sentire il problema del <strong>caro scuola</strong>. Ed ogni anno tutte le famiglie devono fare i &#8220;conti&#8221; con le spese che la stessa richiede: libri, quaderni, zaini, astucci e il resto del materiale didattico. Per fortuna in soccorso ci sono delle associazioni apposite, che sorreggono le famiglie in queste particolari ed estenuanti spese.</p>
<p style="text-align: center;"><span>Quest&#8217;anno poi in modo particolare i costi del materiale didattico è in netto rialzo rispetto al 2008: per ogni studente il famigliare disporrà sino a 900 euro di spesa. Una somma cospicua calcolando che stiamo fronteggiando un periodo economico non molto prospero.</span></p>
<p style="text-align: center;">Secondo alcuni sondaggi effettuati da <em><strong>Adusbef</strong></em> e<strong><em> Federconsumatori </em></strong>che controllano i rincari più considerevoli. Zaini firmati e di cartoni animati, diari e astucci, sono quel materiale scolastico che ha subito il maggior rincaro e maggiormente ricercati dagli studenti. Gli aumenti rilevati sui medesimi sono del 12 e il 16%. Stesso discorso vale per i <strong><em>libri di testo</em></strong> che ogni anno vengono aggiornati e cambiati, non permettendo ai studenti dell&#8217;anno prima di poter vendere l&#8217;usato. La quota per i libri si aggira intorno  ai 450 euro annui con un aumento del 3/5%. A tale spesa va poi aggiunta quella del restante materiale didattico: quaderni, penne, matite, gomme, colori etc, dove si può raggiungere anche la somma di 250 euro.</p>
<p style="text-align: center;">Vitale sarebbe trovare un metodo per risparmiare il più possibile: per prima cosa fare provvista di accessori nel periodo in cui ci sono gli sconti e le offerte maggiori; secondo, acquistare le integrazioni dei vecchi libri di testo per non dover comprare necessariamente la nuova versione.</p>
<p style="text-align: center;">Per delimitare il caro libri, il Ministro Mariastella Gelmini ha stabilito un tetto di spesa per ciascun livello delle scuole dell’obbligo: delimitazioni destinati anche agli insegnanti nel momento in cui devono stabilire quali libri di testo utilizzare. In particolar modo i stessi devono prediligere<strong><em> i libri</em></strong> che hanno un prezzo minore rispetto al totale spesa stabilito, inoltre i volumi selezionati <em><strong>non possono essere sostituiti</strong></em> prima dei cinque anni nella scuola primaria e prima dei sei anni nella secondaria. Tra i consigli elargiti dalle associazioni dei consumatori come l&#8217; Adiconsum, colpisce la ricerca dei testi nei<strong> <em>mercatini dell’usato</em>,</strong> i quali permettono un<strong> <em>risparmio</em> </strong>anche <em><strong>del 50%</strong></em>. Oppure richiedere i <em><strong>libri in prestito</strong></em> direttamente nelle scuole, con la clausula della restituzione alla fine dell&#8217;anno scolastico. O ancora scaricare i testi direttamente da internet , un libro in formato elettronico, quando possibile e nei siti che lo permettono.</p>
<p style="text-align: center;">Per quanto riguarda l&#8217;acquisto degli accessori come materiale didattico ( zaini, astucci, diari.. etc ), spesa che incide gravemente sulla quota finale delle famiglie, il consiglio è quello di prediligere i prodotti non di marca, acquistabili nei supermarket, i quali permettono un effettivo risparmio sulla spesa finale. Rilevante poi è non farsi prendere troppo dalla fretta degli acquisti , ma comparare i prezzi nei vari supermercati, per decidere meglio quale sia quello più economico. Per finire attendere anche i primi giorni di scuola prima di fare spese per il materiale scolastico, eludendo compere  superflue.</p>
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		<title>Tanto investimento ma poco Risultato</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 10:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camiria</dc:creator>
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L&#8217;Ocse boccia la scuola italiana. Secondo un sondaggio, l&#8217; Education at a glance 2006, nella gestione dell&#8217;istruzione nazionale si evidenzia un eccessivo investimento finanziario che non compensa gli esiti ottenuti degli studenti. La gestione scolastica in generale quindi è inefficace, per questo esige una riprogettazione e rivisitazione, per fare in modo che il denaro investito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-649" title="bocciata" src="http://www.isucentrostudi.it/portale/wp-content/uploads/2009/09/bocciata.jpg" alt="bocciata" width="400" height="260" /></p>
<p><strong><em>L&#8217;Ocse boccia la scuola italiana</em></strong>. Secondo un sondaggio, l&#8217; <em><strong>Education at a glance 2006</strong></em>, nella gestione dell&#8217;istruzione nazionale si evidenzia un eccessivo investimento finanziario che non compensa gli esiti ottenuti degli studenti. La gestione scolastica in generale quindi è inefficace, per questo esige una riprogettazione e rivisitazione, per fare in modo che il denaro investito per migliorarla venga valorizzato dai risultati dei ragazzi che si diplomano e si laureano, e non viceversa.</p>
<p>E&#8217; proprio l&#8217;istruzione delle <strong><em>scuole</em></strong> <em><strong>secondarie</strong></em> e <strong><em>Universitarie</em></strong> a presentare studenti non in grado di sostenere il paragone con gli studenti degli altri paesi Europei partecipi all&#8217;<strong><em>Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico</em></strong>.</p>
<p>Per fortuna, oltre la constatazione che la scuola italiana non sia così  eccellente nel far maturare istruzionalmente parlando gli studenti, sono stati anche individuati le cause e una possibile risoluzione ad esse.</p>
<p><strong><em>Livello d&#8217;istruzione della popolazione italiana</em> </strong>. Secondo l&#8217;<strong><em>Ocse</em></strong>, l&#8217;Italia si trova al penultimo gradino della scala di laureati, l&#8217; 11% di età compresa tra i 25 e i 64 anni. Sovrastati dal Cile, Messico, Stati Uniti, Giappone e Australia.  Solo la Turchia è sotto di noi all&#8217;ultimo posto. Medesima condizione anche per i  giovani laureati tra i 25 e i 34 anni. Le cose non cambiano tanto nemmeno quando si parla degli studenti diplomati: soltanto  48 su 100 di età racchiusa tra i 25 e i 64 anni.</p>
<p><strong><em>Il rendimento scolastico degli studenti</em> </strong>. Per analizzare l&#8217;efficacia  dell&#8217;operazione educativa dei paesi membri, l&#8217;Ocse ha comaparato gli esiti ricavati dagli alunni di quindici anni nei test Pisa-Ocse (Programme for International Student Assessment: programma per la valutazione internazionale dell&#8217;allievo). I risultati degli studenti italiani in<em><strong> Lettere</strong></em> e <strong><em>Matematica</em></strong> sono stati davvero mediocri, se confrontati con i coetanei irlandesi, neozelandesi e polacchi, che hanno presentato esiti decisamente migliori.</p>
<p><strong><em>Rapporto studenti, scuole e insegnanti:</em></strong> Facendo un raffronto da fuori, la situazione scolastica è buona. In quanto le aule non sono affollate e anche il numero di ore per lezioni è ordinario in confronto ad altre scuole dell&#8217;Unione Europea. Nonostante ciò , i risultati positivi scarseggiano.</p>
<p><em><strong>Le spese: </strong></em>Le spese maggiori che si riscontrano nelle scuole, e che quindi divengono sfavorevoli per l&#8217;<em><strong>istituzione scolastica italiana</strong></em>, sono il rapporto alunni docenti e alunni classi. Considerando che un alunno per diplomarsi deve percorrere un iter formativo di 13 anni dalle elementari alle superiore, si spendono ben 100 mila dollari per alunno, 23 mila in più della media.</p>
<p><em><strong>I disagi dell&#8217;istituzione italiana:</strong></em> Gli insegnanti italiani ricevono stipendi molto più bassi se raffrontati sempre con i colleghi stranieri e la durata delle lezioni con gli alunni sono di 33 settimane quindi 674 ore l&#8217;anno nella scuola media.Inoltre gli insegananti italiani sono tra i più anziani: solo 1 su mille ha meno di 30 anni. Infine per non farci mancare nulla, nelle scuole ci sono pochissimi computer e scarsi collegamenti ad internet (77 per scuola, contro i 115 dei paesi Ocse) .</p>
<p><em><strong>La novità:</strong></em> Entro il 2015, secondo l&#8217;Ocse, l&#8217;Italia affronterà un calo demografico scolastico ,  il 10 per cento nella materna e il 4 nelle scuole superiori,  che avrà un impatto, secondo l&#8217;Organizzazione,  positivo sulla spesa della pubblica istruzione. La diminuzione degli studenti dovrebbe per l&#8217;appunto permettere , un risparmio del 6%.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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		<title>16 mila assunzioni e 32 mila pensioni</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 10:23:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camiria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono 16mila le  assunzioni di Settembre, per i nuovi docenti scolastici che intraprenderanno quest&#8217;avventura con l&#8217;inizio del nuovo anno scolastico.
Sicuramente il Ministro all&#8217;Istruzione era certa di poterne annunciare un numero maggiore, invece la scelta in base ai fondi e alla riduzione della quota imposta da Tremonti è stata questa, e quindi le assunzioni sono le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span class="testoArticoloG"><img class="alignleft size-full wp-image-532" style="border: 1px solid black; margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="precari" src="http://www.isucentrostudi.it/portale/wp-content/uploads/2009/08/precari.jpg" alt="precari" width="202" height="274" />Sono <em><strong>16mila</strong></em> le <em><strong> assunzioni</strong></em> di Settembre, per i nuovi docenti scolastici che intraprenderanno quest&#8217;avventura con l&#8217;inizio del nuovo anno scolastico.</span></p>
<p><span class="testoArticoloG">Sicuramente il <strong><em>Ministro all&#8217;Istruzione</em></strong> era certa di poterne annunciare un numero maggiore, invece la scelta </span><span class="testoArticoloG">in base ai fondi e alla riduzione della quota imposta</span><span class="testoArticoloG"> da Tremonti è stata questa, e quindi le assunzioni sono le medesime sopra citate.</span></p>
<p>L&#8217;obiettivo del nuovo anno per il  <strong><em>Ministro Gelmini</em></strong>, è quello di ridurre ed <strong><em>eliminare i sprechi </em></strong> sfruttando ed <strong><em>investendo </em></strong>su tutte le <strong><em>risorse disponibili</em></strong>, le  16 mila assunzioni rispetto ai docenti scolastici, ha affermato la Gelmini, sono la dimostrazione che, insieme all&#8217;ottimizzazione della spesa, si garantirà agli studenti una didattica continua che  offrirà maggiore  stabilità non solo al personale docente, ma anche al mondo della scuola stessa.</p>
<p><span class="testoArticoloG">Si calcolano, con la riapertura degli edifici scolastici, un numero di: <em><strong>647 amministratori scolastici</strong></em>, <em><strong>8000 dipendenti scolstici Ata</strong></em> e <em><strong>8000 insegnanti</strong></em>. Attraverso questo grande numero, il Ministro avvalora il concetto impiegato dal principio &#8221; Risorse solo se si ricevono  le riforme giuste.&#8221;</span></p>
<p>&#8220;Purtroppo&#8221; c&#8217;è anche da dire che per tanti dei docenti, l&#8217;assunzione rappresenta comunque un compromesso, un merito arrivato un pò troppo tardi rispetto alla loro età e alla loro esperienza lavorativa. In quanto tanti di loro sono molto vicini o hanno raggiunto e superato l&#8217;età dei quarant&#8217;anni.</p>
<p><span class="testoArticoloG">C&#8217;è inoltre da aggiungere , come riportato nel titolo, che nei mesi passati i <em><strong>pensionamenti </strong></em>sono stati all&#8217;incirca <strong><em>32 mila</em></strong>, quindi sono stati allontanati dalla  scuola il doppio dei docenti che verranno assunti quest&#8217;anno. Questo vuol dire, ed è la rappresentazione, che<em><strong> i tagli</strong></em> , come riportato anche nei nostri precendenti articoli, ci sono stati , sono stati netti e anche abbastanza avversi. </span></p>
<p><span class="testoArticoloG">Critica è anche la posizione dei<em><strong> presidi</strong></em>. In quanto una semplificazione e riduzione nell&#8217;organo dei non docenti porterebbe a dover chiudere prima le scuole. Proprio perchè non essendoci nessuno che  amministri l&#8217;intero edificio scolastico,  la sicurezza e le sorveglianze saranno di sicuro inferiori.<br />
</span></p>
<p><span class="testoArticoloG"><br />
</span></p>
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