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	<title>Blog &#124; ISU Centro Studi &#187; scuola italiana</title>
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	<description>Il blog dell&#039;ISU</description>
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		<title>Tetto del 30% per alunni stranieri</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 11:52:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camiria</dc:creator>
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		<category><![CDATA[alunni stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[integrazione scolastica]]></category>
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Il Ministro Gelmini, ha mandato ad ogni scuola un appunto comprendente “indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione di alunni con cittadinanza straniera”.
Negli ultimi tempi si è parlato molto riguardo la partecipazione di studenti stranieri sovente in crescita all&#8217;interno delle scuole italiane, una partecipazione che tuttavia ha oltrepassato quella degli stessi alunni italiani.
Con la notifica fatta pervenire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-943" style="border: 1px solid black; margin-left: 6px; margin-right: 6px;" title="alunni stranieri" src="http://www.isucentrostudi.it/portale/wp-content/uploads/2010/01/alunni-stranieri.jpg" alt="alunni stranieri" width="601" height="311" /></p>
<p>Il<em><strong> Ministro Gelmini</strong></em>, ha mandato ad ogni scuola un appunto comprendente “indicazioni e raccomandazioni per<strong><em> l’integrazione di alunni con cittadinanza straniera</em></strong>”.</p>
<p>Negli ultimi tempi si è parlato molto riguardo la partecipazione di studenti stranieri sovente in crescita all&#8217;interno delle scuole italiane, una partecipazione che tuttavia ha oltrepassato quella degli stessi alunni italiani.</p>
<p>Con la notifica fatta pervenire alle scuole dal Ministro , si è cercato e si cerca di somministrare  delucidazioni riguardo il trattamento, l&#8217;accettezione e l’assegnazione degli studenti stranieri alle classi.</p>
<p>In modo specifico la notifica asserisce che:</p>
<p>Il Ministro conferirà specifici espedienti finanziari per i provvedimenti di supporto agli Istituti per l’introduzione di alunni stranieri, e successivi sovvenzoni saranno anticipate per le scuole in cui nei territori si rileva un elevata partecipazione di cittadini stranieri.<br />
La notifica inoltre avvalora che <em><strong>i minori stranieri sono  soggetti all’obbligo d’istruzione</strong></em> e che l&#8217;iter di registrazione nelle  scuole italiane deve seguire i stessi metodi e requisiti avvalorati per i minori italiani.<br />
Per eludere affluenze di registrazione di studenti stranieri si dovranno creare patti di rete fra gli istituti scolastici e gli Enti locali. Le scuole regionali, d&#8217;accordo con gli Enti territoriali,  potranno indipendentemente indicare il numero di alunni stranieri per classe e il numero di alunni che potranno entrare a far parte delle scuole del proprio territorio. <strong><em>Le iscrizioni di  minori non italiani non dovranno oltrepassare il 30% degli iscritti</em> </strong>, nello specifico:</p>
<p>- La quantità degli alunni stranieri partecipi in taluna aula, non potrà oltrepassare per legge il 30% sul totale numerico degli iscritti, quale risultato di una stabile distribuzione degli alunni con cittadinanza non italiana tra istituti dello stesso territorio;</p>
<p>- La soglia del 30%  sarà valida dall’<em><strong>anno scolastico 2010-2011</strong></em> e verrà inserita in maniera molto progressiva, si inizierà infatti dalle scuole primarie sino a giungere alle scuole secondarie di I e II grado;</p>
<p>- La soglia del 30% potrà essere alzata, per quegli studenti stranieri che dimostrano padronanza e conoscenza della lingua italiana, perchè nati in Italia;</p>
<p>- La soglia del 30% potrà essere al contrario diminuita, per quegli alunni stranieri che comprovano al momento dell’iscrizione un dominio della lingua italiana attualmente insufficiente ad una completa presenza alle attività didattiche.</p>
<p>Altro principio basilare per l&#8217;inserimento degli studenti stranieri, è <em><strong>l&#8217;incremento  della lingua italiana</strong></em>, fondamentale per proseguire di pari passo con  gli studi degli amici di scuola italiani. La normativa di rassetto, presume che nella scuola  media un tot di ore didattiche della seconda lingua straniera possano essere utilizzate, per intensificate la conoscenza dell’italiano per gli alunni stranieri.</p>
<p>Il conferimento degli studenti non italiani nelle aule è liberamente determinato dalle scuole che dovranno, ad ogni modo, proseguire ad un controllo delle preparazioni e dei stadi di competenza dell’alunno , per conferirlo in modo definitivo alla sua classe. Le scuole ad ogni modo possono pianificare che l’iscrizione in una classe di un alunno straniero, sia pervenuta o seguita da un primo stadio di conoscenza della lingua, volta ad un introduzione valida dell’alunno all&#8217;interno della classe.Per affinare la conoscenza della lingua poi, possono anche essere programmati <em><strong>corsi di potenziamento</strong></em>, anche con i stessi docenti della scuola.</p>
<p>La Gelmini ha asserito a seguito di dibattiti che<em>: -&#8221; La scuola deve essere il luogo dell’integrazione. I nostri istituti sono pronti ad accogliere tutte le culture e i bambini del mondo. Alla stesso modo la scuola italiana deve mantenere con orgoglio le proprie tradizioni storiche e insegnare la cultura del nostro Paese. L’inserimento, ad esempio, dell’ educazione alla cittadinanza va proprio in questa direzione: insegnare il rispetto per le altre culture e affermare contemporaneamente l’importanza delle regole civili, della storia, delle leggi e della lingua italiana. Una indispensabile condizione questa per realizzare una vera integrazione.</em></p>
<p><em>La presenza di stranieri nella scuola italiana,  spesso concentrati in alcune classi, non  è certo un <strong>problema di razzismo </strong>ma un problema soprattutto<strong> didattico.</strong></em></p>
<p><em>Lo sanno le  molte mamme che vedono la classe dei loro figli procedere a due velocità di crescita formativa, con alcuni studenti che rimangono indietro ed altri che riescono ad andare avanti meglio.</em></p>
<p><em>Stabilire un  tetto del 30% di alunni  stranieri per classe è  un modo secondo me utile per <strong>favorire  l’integrazione,</strong> perché grazie a questo limite si evita la formazione di  “classi ghetto” con soli alunni stranieri.</em></p>
<p><em>I bambini stranieri devono essere inseriti nelle classi con i bambini italiani per evitare, come accade in molte città, che si formino scuole e classi composte solo da stranieri. Gli alunni non italiani hanno bisogno di stare con quelli italiani per  potersi integrare al meglio.</em></p>
<p><em>Credo che su questo punto sia destra che sinistra siano d’accordo, come dimostrano le esperienze di tante amministrazioni locali.</em></p>
<p><em>Oltre al  tetto, inoltre, è fondamentale prevedere </em><em><strong>classi di inserimento di durata  limitata </strong>per poter insegnare la nostra lingua a chi è appena arrivato in Italia ad un livello sufficiente per non sentirsi in difficoltà con i coetanei. Questi  momenti di inserimento si svolgeranno sia la mattina che il pomeriggio, mentre nella scuola media una parte di ore della seconda lingua potrà essere usata per lo studio dell’italiano.</em></p>
<p><em>Comunque non basta inserire un ragazzo straniero in una classe di studenti italiani per ottenere una effettiva integrazione. E’ necessario aiutare gli studenti stranieri ad imparare bene la nostra lingua, perché questa è l’elemento fondamentale che consente ai ragazzi stranieri di non sentirsi in difficoltà e in imbarazzo con i compagni e di realizzare un primo importante passo verso la completa integrazione&#8221;.</em></p>
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		<title>Tanto investimento ma poco Risultato</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Sep 2009 10:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camiria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[ISU News]]></category>
		<category><![CDATA[classifiche internazionali scuola]]></category>
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L&#8217;Ocse boccia la scuola italiana. Secondo un sondaggio, l&#8217; Education at a glance 2006, nella gestione dell&#8217;istruzione nazionale si evidenzia un eccessivo investimento finanziario che non compensa gli esiti ottenuti degli studenti. La gestione scolastica in generale quindi è inefficace, per questo esige una riprogettazione e rivisitazione, per fare in modo che il denaro investito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-649" title="bocciata" src="http://www.isucentrostudi.it/portale/wp-content/uploads/2009/09/bocciata.jpg" alt="bocciata" width="400" height="260" /></p>
<p><strong><em>L&#8217;Ocse boccia la scuola italiana</em></strong>. Secondo un sondaggio, l&#8217; <em><strong>Education at a glance 2006</strong></em>, nella gestione dell&#8217;istruzione nazionale si evidenzia un eccessivo investimento finanziario che non compensa gli esiti ottenuti degli studenti. La gestione scolastica in generale quindi è inefficace, per questo esige una riprogettazione e rivisitazione, per fare in modo che il denaro investito per migliorarla venga valorizzato dai risultati dei ragazzi che si diplomano e si laureano, e non viceversa.</p>
<p>E&#8217; proprio l&#8217;istruzione delle <strong><em>scuole</em></strong> <em><strong>secondarie</strong></em> e <strong><em>Universitarie</em></strong> a presentare studenti non in grado di sostenere il paragone con gli studenti degli altri paesi Europei partecipi all&#8217;<strong><em>Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico</em></strong>.</p>
<p>Per fortuna, oltre la constatazione che la scuola italiana non sia così  eccellente nel far maturare istruzionalmente parlando gli studenti, sono stati anche individuati le cause e una possibile risoluzione ad esse.</p>
<p><strong><em>Livello d&#8217;istruzione della popolazione italiana</em> </strong>. Secondo l&#8217;<strong><em>Ocse</em></strong>, l&#8217;Italia si trova al penultimo gradino della scala di laureati, l&#8217; 11% di età compresa tra i 25 e i 64 anni. Sovrastati dal Cile, Messico, Stati Uniti, Giappone e Australia.  Solo la Turchia è sotto di noi all&#8217;ultimo posto. Medesima condizione anche per i  giovani laureati tra i 25 e i 34 anni. Le cose non cambiano tanto nemmeno quando si parla degli studenti diplomati: soltanto  48 su 100 di età racchiusa tra i 25 e i 64 anni.</p>
<p><strong><em>Il rendimento scolastico degli studenti</em> </strong>. Per analizzare l&#8217;efficacia  dell&#8217;operazione educativa dei paesi membri, l&#8217;Ocse ha comaparato gli esiti ricavati dagli alunni di quindici anni nei test Pisa-Ocse (Programme for International Student Assessment: programma per la valutazione internazionale dell&#8217;allievo). I risultati degli studenti italiani in<em><strong> Lettere</strong></em> e <strong><em>Matematica</em></strong> sono stati davvero mediocri, se confrontati con i coetanei irlandesi, neozelandesi e polacchi, che hanno presentato esiti decisamente migliori.</p>
<p><strong><em>Rapporto studenti, scuole e insegnanti:</em></strong> Facendo un raffronto da fuori, la situazione scolastica è buona. In quanto le aule non sono affollate e anche il numero di ore per lezioni è ordinario in confronto ad altre scuole dell&#8217;Unione Europea. Nonostante ciò , i risultati positivi scarseggiano.</p>
<p><em><strong>Le spese: </strong></em>Le spese maggiori che si riscontrano nelle scuole, e che quindi divengono sfavorevoli per l&#8217;<em><strong>istituzione scolastica italiana</strong></em>, sono il rapporto alunni docenti e alunni classi. Considerando che un alunno per diplomarsi deve percorrere un iter formativo di 13 anni dalle elementari alle superiore, si spendono ben 100 mila dollari per alunno, 23 mila in più della media.</p>
<p><em><strong>I disagi dell&#8217;istituzione italiana:</strong></em> Gli insegnanti italiani ricevono stipendi molto più bassi se raffrontati sempre con i colleghi stranieri e la durata delle lezioni con gli alunni sono di 33 settimane quindi 674 ore l&#8217;anno nella scuola media.Inoltre gli insegananti italiani sono tra i più anziani: solo 1 su mille ha meno di 30 anni. Infine per non farci mancare nulla, nelle scuole ci sono pochissimi computer e scarsi collegamenti ad internet (77 per scuola, contro i 115 dei paesi Ocse) .</p>
<p><em><strong>La novità:</strong></em> Entro il 2015, secondo l&#8217;Ocse, l&#8217;Italia affronterà un calo demografico scolastico ,  il 10 per cento nella materna e il 4 nelle scuole superiori,  che avrà un impatto, secondo l&#8217;Organizzazione,  positivo sulla spesa della pubblica istruzione. La diminuzione degli studenti dovrebbe per l&#8217;appunto permettere , un risparmio del 6%.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
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