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	<title>Blog &#124; ISU Centro Studi</title>
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	<description>Il blog dell&#039;ISU</description>
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		<title>I dubbi sul valore legale della Laurea</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jul 2010 09:05:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camiria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con la riforma dell&#8217;Università allo studio, non ci appresterà a rimuovere il valore legale della laurea.  Questo è quello che ha affermato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi del Pdl, parlando direttamente all&#8217;Università di Ecampus di Novedrate. In tal maniera e con tali parole Berlusconi mette definitivamente fine alla disquisizione nata il 13 Luglio dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con la <em><strong>riforma dell&#8217;Università allo studio</strong></em>, non ci appresterà a rimuovere il valore legale della laurea.  Questo è quello che ha affermato il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi del Pdl, parlando direttamente all&#8217;Università <strong><em>di Ecampus di Novedrat</em><em>e</em></strong>. In tal maniera e con tali parole Berlusconi mette definitivamente fine alla disquisizione nata il 13 Luglio dal deputato del Pdl Fabio Garagnani , che ha avanzato una disegno di legge per incaricare il Governo a cambiare la Riforma dell&#8217;Università. Il valore della Laurea, ha ribadito, sancisce un&#8217;uguaglianza che non è sostanziale. Diversamente da altri Paesi in Italia la laurea non è solo un titolo accademico, ma anche un certificato che consente la partecipazione a concorsi o l&#8217;esercizio di alcune professioni.</p>
<p>Si pensa che le lauree siano titoli di studio tutti uguali con lo stesso valore, ma è proprio pensandola in tal modo che si sbaglia di grosso.</p>
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		<title>Esami Notturni alla Sapienza</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 08:04:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camiria</dc:creator>
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		<category><![CDATA[esami notturni sapienza]]></category>
		<category><![CDATA[esami universitari]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la riforma Gelmini riguardo i tagli universitari, il corpo insegnanti ha deciso di programmare, per gli appelli di luglio, esami notturni all&#8217;interno dell&#8217;Università la Sapienza di Roma.
Inizialmente sembrava qualcosa di inverosimile, ed invece si è dimostrata la realtà, una vera e propria dimostrazione d&#8217;opposizione contro questa riforma che aspira a penalizzare non solo i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la <em><strong>riforma Gelmin</strong></em><strong>i</strong> riguardo i tagli universitari, il corpo insegnanti ha deciso di programmare, per gli appelli di luglio,<strong><em> esami notturni</em></strong> all&#8217;interno dell&#8217;<em><strong>Università la Sapienza di Roma</strong></em>.</p>
<p>Inizialmente sembrava qualcosa di inverosimile, ed invece si è dimostrata la realtà, una vera e propria dimostrazione d&#8217;opposizione contro questa riforma che aspira a penalizzare non solo i ricercatori assunti precariamente, bensì e in particolare, gli studenti, ai quali avrebbe danneggiato l&#8217;esecuzione degli ultimi esami indispensabili in vista della laurea.</p>
<p>Gli esami si sono tenuti davvero e la stampa, i fotografi e i giornalisti non hanno tardato ad arrivare, per intervistare e raccontare la vicenda che si apprestava, alle 21 di sera, ad iniziare per diversi studenti delle facoltà della Sapienza di Roma.</p>
<p>Gli esami si sono tenuti nei diversi atri, a giorni alterni, della stessa Università. Quando le luci artificiali si spegnevano, si accendevano le fioche fiammelle delle candele, per dare inizio agli esami, cattedre unite che occupavano tutto l&#8217;atrio delle facoltà, per accogliere i diversi insegnanti delle dissimili materie, e la consueta e nota sedia , per far accomodare lo studente che si apprestava a sostenere il suo esame di laurea.</p>
<p>Un&#8217;esperienza di sicuro particolare ed indimenticabile sotto ogni punto di vista, per tutti quegli studenti che hanno vissuto una vicenda del genere. Indimenticabile per la solidarietà degli insegnanti che li hanno aiutati a sostenere l&#8217;ultimo esame per laurearsi, prima che i tagli eliminassero anche tale facoltà  , ma soprattutto indimenticabile per e nel ricordo del degrado e il decadimento a cui l&#8217;Università Italiana sta andando incontro.</p>
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		<title>Riforma Universitaria</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 07:08:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camiria</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ISU News]]></category>
		<category><![CDATA[riforma universitaria]]></category>

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		<description><![CDATA[La proposta di legge, chiamata ormai &#8220;Gelmini&#8221;, sul rinnovamento e cambio dell’università, sta arrivando dritta dritta in Parlamento.
Tale riforma , se il Parlamento l&#8217;approverà, segnerà davvero un cambiamento radicale sull&#8217;Università Italiana e sulla stessa Ricerca.
Tale proposta di legge implicherà, nei prossimi dieci anni, lo sfoltimento del personale, specie degli insegnanti, circa la metà degli stessi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La proposta di legge, chiamata ormai &#8220;Gelmini&#8221;, sul rinnovamento e cambio dell’università, sta arrivando dritta dritta in Parlamento.</p>
<p>Tale riforma , se il Parlamento l&#8217;approverà, segnerà davvero un cambiamento radicale sull&#8217;Università Italiana e sulla stessa Ricerca.</p>
<p>Tale proposta di legge implicherà, nei prossimi dieci anni, lo sfoltimento del personale, specie degli insegnanti, circa la metà degli stessi assunti andrà in pensione, invece i docenti assunti precariamente permarranno per la restante metà.</p>
<p>Il corpo insegnanti quindi, deve guardarsi bene da tale riforma e riflettere sul come agire se contrari, come giusto che sia, a tale decreto. Altrimenti, con il trascorrere degli anni, si ritroveranno nelle condizioni di cui sopra.</p>
<p>Il Partito Democratico, ultimamente ha avanzato l&#8217;idea di ridurre l’età pensionabile per gli insegnanti universitari a 65 anni, come accade negli altri Paesi Europei. Inizialmente c&#8217;è stato un pò di scontento, apertamente dimostrato, in seguito il Ministro Gelmini , facendo sua tale idea, ha  affermato che tutti gli insegnanti che decidono di andare in pensione, oltrepassando l&#8217;età pensionabile, non rispettano la legge.</p>
<p>E&#8217; giusto abbassare l&#8217;età pensionabile, in quanto l&#8217;Italia risulta ancora il paese nel quale la stessa è la più elevata, però bisogna anche preoccuparsi di prendere misure valide al fine di evitare squilibri e ulteriori disagi nel sistema scolastico Universitario.</p>
<p>Il dubbio maggiore , che permane,  è che il Ministro all&#8217;Istruzione non parla di assumere personale o ottimizzare quello presente, ma bensì di tagli alle assunzioni, tagli dei finanziamenti, abolizione del ruolo di ricercatore e del suo rimpiazzo con la TTI (Tenure Track all’Italiana). Mentre ciò di cui si necessita , è di certo un aumento delle assunzioni e non di tagli, se si desidera favorire un incremento di personale qualificato, competente e &#8220;giovane&#8221;.</p>
<p>Si necessita inoltre, dell&#8217;interessamento di tutti, inclusi gli studenti, i correnti precari ed i ricercatori i quali rappresentano il futuro dell&#8217;Università e il suo sistema, altresì di quella parte dei sindacati che lavora con esperienza nel mondo della ricerca, come la FLC-CGIL, per riuscire a &#8220;contrastare&#8221; riforme e leggi che non aiutano lo sviluppo, la ricerca e il lavoro.</p>
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		<title>Maturità: bocciature stabili</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 07:50:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camiria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Cresce il numero di non ammessi alla maturità ( 23.121, il 6,6%), si abbassano invece i voti alti all&#8217;esame finale di maturità e rimangono costanti  le bocciature. Questo è il bilancio della Maturità 2010 realizzato dal ministero di Trastevere,  sulla base dei primi risultati degli esami sostenuti dai maturandi.
In tante scuole, in questi ultimi giorni, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cresce il numero di <strong><em>non ammessi alla maturità</em></strong> ( 23.121, il 6,6%), si abbassano invece i voti alti all&#8217;esame finale di maturità e rimangono costanti  le <em><strong>bocciature</strong></em>. Questo è il bilancio della <strong><em>Maturità 2010</em></strong> realizzato dal ministero di Trastevere,  sulla base dei primi risultati degli esami sostenuti dai maturandi.</p>
<p>In tante scuole, in questi ultimi giorni, si stanno sostenendo ancora gli ultimi esami orali. I voti comunque sono molto più bassi rispetto agli altri anni,  i voti da 81 a 100 e lode sono passati dal 15,3% dell&#8217;anno scorso , al 15,2% di quest&#8217;anno; dal 91 al 99 si sono abbassati del 1%, dal 6,2% al 5,2%; i 100 diminuiscono , si sono abbassati dello 0,5%, dal 4,5% al 4%; i 100 e lode si sono abbassati dello 0,1%, dallo 0,7% allo 0,6%. Anche  i 60, in rapporto allo scorso anno, si sono abbassati dello 0,5%, dall&#8217;11,2% al 10,7%; i voti dal 61 al 70 invece sono aumentati dell&#8217; 1,4% , dal 33,7% dello scorso anno al 35,1% di quest&#8217;anno ; anche i voti da 71 a 80 sono aumentati dello 0,8%  dal 28,5% al 29,3%.</p>
<p>Visto  l&#8217;incremento di non ammessi agli esami, le bocciature degli studenti ammessi agli esami rimangono sostanzialmente quasi stabili, sono solo in leggera riduzione: quest&#8217;anno i bocciati sono il 2,05%, lo scorso anno erano stati il 2,175%. Sono i non ammessi agli esami ad essere aumentati particolarmente , lo scorso anno erano 17mila quest&#8217;anno i non ammessi sono stati oltre i 23mila.</p>
<p>Aumentano sensibilmente anche quegli studenti che non sono stati ammessi agli esami a causa dell&#8217;insufficienza in condotta.  Lo scorso erano 5.041, quest&#8217;anno si sono contati ben 8.403 studenti con il<em><strong> 5 in condotta</strong></em>.</p>
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		<title>Piovono bocciature e 5 in condotta</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 10:14:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camiria</dc:creator>
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		<category><![CDATA[5 condotta]]></category>
		<category><![CDATA[bocciature maturità]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;andamento generale della scuola italiana viene convalidato dai nuovi elementi forniti del Ministero Gelmini che, sebbene ancora non definitivi, comprovano le medesime previsioni di Viale Trastevere, e cioè: Crescono di numero le bocciature, ma in maniera specifica aumentano vertiginosamente i 5 in condotta. Sono pressapoco 10 mila alle superiori.
E non finisce quì, perchè a distanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;andamento generale della scuola italiana viene convalidato dai nuovi elementi forniti del <em><strong>Ministero Gelmini</strong></em> che, sebbene ancora non definitivi, comprovano le medesime previsioni di Viale Trastevere, e cioè: Crescono di numero le<strong><em> bocciature</em></strong>, ma in maniera specifica aumentano vertiginosamente i <em><strong>5 in condotta</strong></em>. Sono pressapoco 10 mila alle superiori.</p>
<p>E non finisce quì, perchè a distanza di qualche giorno dall&#8217;inizio degli esami di stato è stato riscontrato come il numero dei non ammessi alla maturità pesi gravemente, si è passati dal 4,8% al 5,7%.</p>
<p><em><strong>Panoramica generale:</strong></em></p>
<p>- Il numero di studenti non ammessi agli Esami è cresciuto, siamo passati dal 4,8% dello scorso anno al 5,7%.<br />
- Nelle scuole secondarie di 1 grado, accrescono, seppur di poco,  il numero di bocciati fra il 1 e il 2 anno di studi, si è passati dal 4,2%  al 4,3%. Mentre la cifra dei non ammessi agli Esami di terza media permane identico in raffronto all&#8217;anno passato, 3,5%.<br />
- Nelle Scuole superiori di 2 grado, anche quì accresce la cifra complessiva degli studenti non ammessi: 11,4% in raffronto al 10,9% dell&#8217;anno passato.<br />
- Numero di bocciati superiore negli indirizzi Linguistico, Classico e ai tecnici. Anche in questa circostanza il livello di bocciati è più alto in confronto allo scorso anno. Nel liceo classico si è passati dal 3,5% al 4,2%, nel linguistico dal 3,6% al 4,9% e nei tecnici dal 14,1% al 14,4%.</p>
<p>Se le previsioni risultassero convalidate, i 5 in condotta alle scuole superiori saranno 10 mila.</p>
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		<title>Prova Invalsi maturità 2011</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 08:40:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camiria</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ISU News]]></category>
		<category><![CDATA[maturità]]></category>
		<category><![CDATA[prova invalsi]]></category>

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		<description><![CDATA[La prova Invalsi verrà inserita anche nell’esame di stato dell’ultimo anno nelle scuole superiori.
Il Ministro Gelmini, a tal proposito, ha comunicato che per i maturandi del 2011,  potrebbe essere inserita la prova nazionale già arguatamente provata negli esami dell’ultimo anno nelle Scuole Medie Inferiori.
Un&#8217;innovazione che potrebbe iniziare il prossimo anno e sovvertire l’intero Esame di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <em><strong>prova Invalsi </strong></em>verrà inserita anche nell’esame di stato dell’ultimo anno nelle scuole superiori.</p>
<p>Il Ministro Gelmini, a tal proposito, ha comunicato che per i maturandi del 2011,  potrebbe essere inserita la prova nazionale già arguatamente provata negli esami dell’ultimo anno nelle Scuole Medie Inferiori.</p>
<p>Un&#8217;innovazione che potrebbe iniziare il prossimo anno e sovvertire l’intero<strong> <em>Esame di Stato</em></strong> delle scuole superiori.</p>
<p>Il <em><strong>test invalsi</strong></em>, per chi non ne fosse a conoscenza, nell&#8217;esame di maturità, andrebbe a  rimpiazzare la terza prova scritta nella maturità 2011.</p>
<p>La terza prova , a differenza di questo test, veniva ed è stata sempre stilata ( anche in quest&#8217;ultimo anno di maturità ) dal gruppo d&#8217;insegnanti di ciascuna classe, presenti poi all&#8217;esame.</p>
<p>E&#8217; da qualche tempo che il Ministro all&#8217;Istruzione crede e desidera  inserire questo tipo di test anche alla Maturità, ritenendolo :- “un test oggettivo di carattere internazionale, che misura in modo obiettivo le conoscenze dei ragazzi&#8221;.</p>
<p>Il 2011 quindi , potrebbe diventare l&#8217;anno della verifica per alcuni allievi, un&#8217;insieme di studenti scelti proprio per l’occorrenza , per provare il famoso test.</p>
<p>Nel 2012 invece i tecnici del ministero , potrebbero immetterlo in maniera decisiva e definitiva nelle prove d&#8217;esame.</p>
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		<title>Aumento di abbandoni Universitari</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jun 2010 07:59:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camiria</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[ISU News]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il passare del tempo stiamo perdendo, in Italia, sempre più giovani talenti , la percentuale di abbandono dell&#8217;Università è davvero molto alta.
L&#8217;evento è molto evidente in particolar modo all’inizio del corso di laurea. Circa 20 studenti su 100 sul totale, decidono di non continuare gli studi ed iscriversi al 2° anno.
Se si esamina più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con il passare del tempo stiamo perdendo, in Italia, sempre più giovani talenti , la percentuale di abbandono dell&#8217;Università è davvero molto alta.</p>
<p>L&#8217;evento è molto evidente in particolar modo all’inizio del corso di laurea. Circa 20 studenti su 100 sul totale, decidono di non continuare gli studi ed iscriversi al 2° anno.</p>
<p>Se si esamina più da vicino però la situazione sui singoli atenei,  si scopre che in alcuni la condizione è davvero pesante.</p>
<p>L&#8217;Ateneo che dimostra di avere un tasso di mancate iscrizioni più elevato, con il 40,7%, è Siena, ciò vuol dire che in molti si sono iscritti ma non hanno poi convalidato l&#8217;iscrizione. Poi troviamo Foggia con il 34,7% e a seguire troviamo tre Università della Sicilia quella di Palermo con il 29%; quella di Messina 27,% e quella di Catania con il 17,3%. Non manca il Salento con un tasso di abbandono del 28,6% , ma anche il nord non è da meno,  l&#8217;università di Torino ha registrato un tasso di mancate iscrizioni del 25%. Altresì nelle Università di Roma: Tor Vergata 28,5%; La Sapienza 19,8% e Roma Tre 19,7% e La Tuscia 26,4%.</p>
<p>I responsabili e presidi degli Istituti si giustificano dicendo che molti non sono abbandoni bensì un cambio del corso di studio, perché il primo corso intrapreso, per molti studenti, non rispecchiava le aspettative, mentre a differenza di questi ultimi , il Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario afferma:-&#8221; Non nascondiamo la gravità del fenomeno: continuiamo a chiamarle mancate iscrizioni, in realtà sono quasi tutti abbandoni. Riusciremo a scorporare i dati quando finalmente l’anagrafe degli studenti funzionerà davvero, tracciando il percorso dei singoli. Per ridurre il fenomeno dovremmo cominciare a dare agli studenti informazioni più trasparenti sui corsi e sui loro reali sbocchi lavorativi e di ogni ateneo si dovrebbe sapere quali sono le percentuali di occupati tra i laureati&#8221;.</p>
<p>Gli abbandoni più importanti si attestano nelle facoltà di: Scienze fisiche, matematiche e naturali, a seguire la facoltà di Scienze politiche, Farmacia ed infine Giurisprudenza. Non dimenticando ingegneria, che è un&#8217;altra delle facoltà a sua volta abbastanza abbandonata, con un tasso del 17,6%.</p>
<p>Gli atenei rispondono che l&#8217;abbandono degli studenti è dovuto all&#8217;effetto della selezione, non è possibile far passare tutti, alcuni devono per forza essere rimandati.</p>
<p>Il problema in tal caso sta nel fatto che le selezioni dovrebbero essere fatte seguendo l’orientamento e i test d’ingresso, varati nel 2001, e che poche università hanno però messo in pratica. I test erano e sono essenziali al fine di mettere alla prova i stessi studenti, per vedere e fargli capire se davvero quella facoltà scelta è la più consona alle proprie capacità. Una delle Università che ha introdotto tali test, è stata La Sapienza di Roma, la quale con tale introduzione, riesce a capire e calcolare i livelli di preparazione di ogni studente.</p>
<p>Le Università che hanno introdotto tale sistema infatti mostrano come i tassi di abbandono siano meno pesanti rispetto ad altre Università e città in cui non si sono adottati tali sistemi d&#8217;iscrizione.</p>
<p>Come afferma il direttore Education di Confindustria :- &#8221; L’abbandono è un problema da affrontare sul serio. Anche perché la crescita lenta dell’Italia è strettamente legata alla bassa istruzione della popolazione. Il nostro capitale umano è qualitativamente inferiore a quello degli altri paesi industrializzati. Risultato: perdiamo la capacità di apprendere e adottare nuove tecnologie e ancor più di inventarle. Con perdite gravissime, invece la riduzione della forbice nell’istruzione tra l’Italia e i principali Paesi darebbe una spinta formidabile all’incremento del Pil. Dalla metà degli anni Novanta, gli atenei sono diventati più autonomi nella gestione e nell’organizzazione. Sono mancate, però, piena responsabilità finanziaria e valutazione alla quale legare in modo significativo l’assegnazione delle risorse pubbliche. Le riforme non hanno avuto gli effetti sperati, così gli abbandoni restano alti. Però il disegno di legge proposto dal ministro Gelmini costituisce un’importante occasione per recuperare terreno e modernizzare l’università&#8221;.</p>
<p>E&#8217; quindi importante continuare a migliorarsi, per evitare che il tasso di abbandono degli studenti sia sempre così alto. In quanto ancora ad oggi la percentuale di laureati, in Italia, permane troppo bassa , solo il 14% della popolazione.</p>
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		<title>Aumento di non ammessi alla maturità</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 09:11:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camiria</dc:creator>
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		<category><![CDATA[ammissioni maturità]]></category>
		<category><![CDATA[maturità 2010]]></category>
		<category><![CDATA[scrutini matuirtà]]></category>

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		<description><![CDATA[
Ci si aspettava che dopo i vari tagli voluti ed attuati dal Ministro Gelmini, gli insegnati sabotassero ed ostacolassero le scelte del Ministro, ed invece i docenti, scrutinando le loro varie classi e i diversi studenti, hanno davvero stretto il numero degli ammessi all&#8217;esame, cosa che proprio non ci si aspettava , e in raffronto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.isucentrostudi.it/portale/wp-content/uploads/2010/06/ammissioni.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1278" title="ammissioni" src="http://www.isucentrostudi.it/portale/wp-content/uploads/2010/06/ammissioni.jpg" alt="" width="320" height="346" /></a></p>
<p>Ci si aspettava che dopo i vari tagli voluti ed attuati dal Ministro Gelmini, gli insegnati sabotassero ed ostacolassero le scelte del Ministro, ed invece i docenti, scrutinando le loro varie classi e i diversi studenti, hanno davvero stretto il numero degli ammessi all&#8217;esame, cosa che proprio non ci si aspettava , e in raffronto allo scorso anno , il numero di <strong><em>non ammessi</em></strong> si è alzato dal<strong><em> 5,5 % del 2009 al 6,1 % del 2010</em></strong>.</p>
<p>Questo numero è stato calcolato esaminando 200 istituti di alcune regioni dove sono già stati valutati 11.780 studenti. Nei prossimi giorni si saprà definitivamente il numero di TUTTI I NON AMMESSI di tutte le regioni d&#8217;Italia.</p>
<p>Per quanto concerne la <strong><em>maturità 2010</em></strong>, gli allievi non ammessi hanno subito un aumento dello 0,6%: un tasso in <em><strong>continuo aumento</strong></em> nell’ultimo biennio. Se si continua con questi numeri di <strong>NON AMMESSI all&#8217;esame di maturità</strong>, gli studenti rimandati a ripetere l&#8217;anno arriverebbero a raggiungere quasi la soglia dei 29.000.</p>
<p>In aumento troviamo altresì le bocciature. Approfondendo i risultati degli scrutini attinenti alle prime quattro classi delle scuole superiori, gli esiti segnalano un aumento rilevante dei non ammessi. In raffronto all’11,7% dei non ammessi alla classe consecutiva dello scorso anno, quest’anno nelle medesime scuole il tasso è arrivato sino al 13,1%. Gli studenti quindi promossi a giugno sarebbero il 62,9% rispetto al 24% per i quali il voto finale è sospeso.</p>
<p>Sicuramente i tagli, le nuove riforme e leggi riguardo la scuola , hanno contribuito ad accentuare il non di non ammissioni alla maturità e alle bocciature. Perchè infatti , come abbiamo già detto, gli studenti per poter essere ammessi all&#8217;esame di maturità, coloro che ci sono riusciti, hanno dovuto raggiungere almeno la sufficienza in tutte le materie scolastiche incluso il voto in condotta. E coloro invece i quali hanno raggiunto la sufficienza in tutte le discipline ma non in condotta, non sono stati ammessi all&#8217;esame di maturità. Quest&#8217;anno, anche per tale motivo quindi , i <em><strong>NON AMMESSI sono aumentati del quasi 30% </strong></em>confronto allo scorso anno.</p>
<p>Per coloro che invece ce l&#8217;hanno fatta a oltrepassare il &#8220;primo ostacolo&#8221; , il 25 Giugno inizieranno gli esami sostenendo la prima prova scritta, il famigerato tema d&#8217;italiano. La stessa  prima prova resta identica agli scorsi anni: analisi di un testo letterario, saggio breve o articolo di giornale, tema storico e tema generale.  E poi via con le restanti prove scritte ed infine i fatidici esami orali.</p>
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		<title>Laurea e Lavoro</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 07:48:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camiria</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti gli esperti, a discapito di ciò che si continua a dire, sono certi che nel tempo la laurea possa ritornare utile per molti studenti.
Quindi cari studenti non denigrate l&#8217;Università, nonostante in questi ultimi anni il suo posto in classifica sia stato a dir poco basso rispetto alle altre Università Internazionali. In quanto potrà ritornare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tutti gli esperti, a discapito di ciò che si continua a dire, sono certi che nel tempo la laurea possa ritornare utile per molti studenti.</p>
<p>Quindi cari studenti non denigrate l&#8217;Università, nonostante in questi ultimi anni il suo posto in classifica sia stato a dir poco basso rispetto alle altre Università Internazionali. In quanto potrà ritornare utile per il vostro sapere e per una futura occupazione e carriera.</p>
<p>Secondo i dati dell&#8217;Ocse nel corso della vita lavorativa i laureati hanno interesse d&#8217;occupazione di 10 punti superiore al tasso dei diplomati. Inoltre le retribuzioni di un lavoratore migliorano al migliorare del livello d&#8217;istruzione , e fra i 25 e i 64 anni di età, lo stipendio di un laureato è più alto del ben 55% in confronto a quello riscosso da un diplomato.</p>
<p>Molti si chiederanno:-&#8221; Ma allora come è possibile che molti laureati in psicologia, ingegneria, biologia , etc, facciano tutti lavori non conformi alle loro capacità e quindi commessi, segretari etc??&#8221;. Possiamo dire che non è proprio così e che non tutti si trovano nelle stesse condizioni lavorative. Le statistiche solitamente misurano la media generale e sovente è difficile far coincidere tali dati con la quotidianità di ogni persona. Naturalmente non si può dire che molti laureati trovino più difficoltà a trovare un impiego conforme al loro titolo di studio rispetto ad altri, ciò non vuol dire però che per tutti vale lo stesso parametro di giudizio e futuro lavorativo. Logico che alcuni laureati, come: scienziati, architetti, biologi , etc riscontrino più difficoltà nel trovare un impiego.</p>
<p><em><strong>AlmaLaurea </strong></em>, con la sua statistica, rivela come ad un anno dalla laurea specialistica ( di cinque anni di studio ) i giovani ragazzi annaspano e i tassi di occupati siano davvero molto bassi, eccetto i laureati in medicina che trovano sempre un impiego, in quanto la loro presenza, visto il grande bisogno che abbiamo in Italia di infermieri e medici, è indispensabile.</p>
<p>Il salto di qualità e occupazione poi, lo si ritrova dopo 5 anni dalla laurea, anni in cui molti giovani sono riusciti a trovare una buona occupazione.</p>
<p>AlmaLaurea sono davvero molti anni che si occupa di statistiche scolastiche e tiene sotto controllo ben 60 Università Italiane presenti in tutta Italia , tenendo sotto controllo anche il relativo destino dei vari laureati.</p>
<p>Gli sviluppi dal mondo del lavoro in Italia affiorano, statistica dopo statistica, altresì nel rapporto con le indagini del Consorzio Interuniversitario della Lombardia per la preparazione automatica e il Cilea, che riunisce tutte le Università Lombarde, raffigura la suddetta regione, come la più ricca e numerosa d&#8217;Italia.</p>
<p>Le nozioni fornite dal Cilea sono un punto cardine che genera e mostra quanto sia importante il circolo delle imprese che sta attorno alle Università. Infatti come si vede in Lombardia, già ad un anno dalla laurea i giovani sono ben collocati lavorativamente parlando in confronto agli altri coetanei del resto d&#8217;Italia.</p>
<p>Come dicevano , le statistiche dimostrano come i neo laureati nei primi cinque anni riscontrano molte difficoltà nel trovare un&#8217;occupazione, trascorso tale periodo i stessi riescono a trovare un serio  impiego e fare carriera. Che cosa accade nel corso  dei cinque anni?</p>
<p>Succede che molti giovani continuano la loro formazione con corsi di specializzazione, master, tirocini, corsi regionali e all&#8217;estero,  per essere realmente pronti ad approdare nel faticoso mondo del lavoro, ad eccezione di alcuni che sperano ancora che arrivi una mano dal cielo ad aiutarli perchè non han voglia di rimboccarsi le maniche.</p>
<p>Nonostante negli ultimi anni sia stato dimostrato come il numero di laureati in Italia fosse arrivato a soli 19 ragazzi su 100, nel 2007  la risalita d&#8217;istruzione è stata notevole facendo arrivare il numero di giovani laureati al 44% sul totale.</p>
<p>Quindi non demordete, specializzatevi , studiate ed effettuate anche qualche master, solo così il lavoro &#8220;sarà quasi dietro l&#8217;angolo&#8221;.</p>
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		<title>Nuovi tagli sugli orari scolastici</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Jun 2010 12:54:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Camiria</dc:creator>
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		<category><![CDATA[novità scuola gelmini]]></category>
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		<description><![CDATA[Tra dissensi e consensi ecco la nuova Riforma Gelmini.
Negli anni a seguire, gli studenti trascorreranno globalmente minor tempo fra le mura scolastiche ma in particolar modo studieranno molto di meno. Meno ore di tutte le materie.
Il ministro Gelmini ha esordito, annunciando tale riforma, che era una legge attesa dalla scuola da più di ottant&#8217;anni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra dissensi e consensi ecco la<em><strong> nuova Riforma Gelmini</strong></em>.</p>
<p>Negli anni a seguire, gli studenti trascorreranno globalmente minor tempo fra le mura scolastiche ma in particolar modo studieranno molto di meno. Meno ore di tutte le materie.</p>
<p>Il ministro Gelmini ha esordito, annunciando tale riforma, che era una legge attesa dalla scuola da più di ottant&#8217;anni e che ora finalmente è arrivata.</p>
<p>Vediamo quindi nel dettaglio cosa comporta tale Riforma e come cambierà il metodo di apprendimento e studio dei prossimi studenti e laureati.</p>
<p>I nuovi <em><strong>licei artistici</strong></em> ad esempio avranno 34 ore di lezione in meno al biennio e 35 di meno al triennio. Non proprio drastico come provvedimento, visto che prima erano 40 ore totali. I nuovi  iscritti al liceo artistico quindi studieranno da 561 a 759 ore in meno. Meno studio ed impegno verso quelle discipline scolastiche essenziali ed importanti nella formazione scolastica di uno studente, come: matematica, geometria, scienze  e chimica.</p>
<p><strong></strong>Per quanto riguarda i<em><strong> licei classici</strong></em> anche quì molti studenti si vedranno obbligati a subire una rilevante riduzione delle ore di: storia, italiano e geografia, nel corso dei cinque anni. Ma altresì scienze, diritto, matematica, scienze e storia dell&#8217;arte. Mentre per quanto concerne l&#8217;<em><strong>indirizzo linguistico</strong></em> verranno ridotte al minimo le ore della seconda e terza lingua straniera: da 4 a 8 ore settimanali.</p>
<p>Anche i <em><strong>licei scientifici </strong></em>seguiranno 27 ore settimanali al biennio e 30 al triennio e anche quì le riduzioni saranno le medesime dei licei classici. La lista delle discipline in meno è sempre la medesima: italiano e latino subiranno un taglio di due ore ciascuna nel corso dei cinque anni di studio, come matematica e scienze, laboratorio di chimica e fisica.</p>
<p>Medesimo discorso per i <strong><em>licei linguistici </em></strong>che si vedranno tagliare addirittura  quasi mille ore di lezione, in cinque anni.  Meno ore di italiano e latino, storia, matematica e storia dell&#8217;arte.</p>
<p>I <strong><em>Licei delle Scienze umane</em></strong>, questo sarà il nuovo nome degli ex Istituti Magistrali e dei licei socio-psicopedagogici. Anche quì il taglio sarà sulle ore di italiano e il latino, storia e geografia, matematica, scienze e storia dell&#8217;arte.</p>
<p>Per quanto riguarda i <em><strong>Licei musicali</strong></em>, in Italia ci saranno solo 34 classi. Mentre i <em><strong>licei coreutici</strong></em> saranno appena 5.</p>
<p><strong><em>Gli Istituti tecnici</em> </strong>sono quelli che ne risentiranno di più, in quanto subiranno un bel taglio alle ore di studio. Proprio perchè, per ricondurre l&#8217;orario settimanale a 32 ore , sono state tagliate le ore delle discipline di indirizzo, conducendo in tal maniera i nuovi istituti tecnici ad assomigliare di più ai licei tecnologici pensati dalla Moratti. Ad esempio i ragionieri dell&#8217;Igea, l&#8217;indirizzo di ragioneria più noto e frequentato, subiranno un taglio del 18 % alle materie d&#8217;indirizzo, quindi: meno ore di lingua straniera, di matematica ed economia aziendale.</p>
<p>Nemmeno gli altri indirizzi sono andati meglio, stesso discorso per i tecnici per il turismo che si vedono dimezzare le ore di inglese, francese e tedesco/spagnolo, ma anche le discipline turistiche aziendali, il diritto e legislazione turistica, arte e territorio. Così anche i periti industriali che si vedranno dimezzare le ore di studio di meccanica, sistemi, tecnologie meccaniche, disegno e progettazione e niente geografia.</p>
<p>E per finire anche gli<strong> <em>Istituti professionali</em>,</strong> subiranno i loro tagli nelle ore di lezione di molte materie scolastiche.<strong> </strong>E anche quì di Istituti Professionali, con diversi indirizzi, ce ne sono molti.</p>
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