Dopo la riforma Gelmini riguardo i tagli universitari, il corpo insegnanti ha deciso di programmare, per gli appelli di luglio, esami notturni all’interno dell’Università la Sapienza di Roma.
Inizialmente sembrava qualcosa di inverosimile, ed invece si è dimostrata la realtà, una vera e propria dimostrazione d’opposizione contro questa riforma che aspira a penalizzare non solo i ricercatori assunti precariamente, bensì e in particolare, gli studenti, ai quali avrebbe danneggiato l’esecuzione degli ultimi esami indispensabili in vista della laurea.
Gli esami si sono tenuti davvero e la stampa, i fotografi e i giornalisti non hanno tardato ad arrivare, per intervistare e raccontare la vicenda che si apprestava, alle 21 di sera, ad iniziare per diversi studenti delle facoltà della Sapienza di Roma.
Gli esami si sono tenuti nei diversi atri, a giorni alterni, della stessa Università. Quando le luci artificiali si spegnevano, si accendevano le fioche fiammelle delle candele, per dare inizio agli esami, cattedre unite che occupavano tutto l’atrio delle facoltà, per accogliere i diversi insegnanti delle dissimili materie, e la consueta e nota sedia , per far accomodare lo studente che si apprestava a sostenere il suo esame di laurea.
Un’esperienza di sicuro particolare ed indimenticabile sotto ogni punto di vista, per tutti quegli studenti che hanno vissuto una vicenda del genere. Indimenticabile per la solidarietà degli insegnanti che li hanno aiutati a sostenere l’ultimo esame per laurearsi, prima che i tagli eliminassero anche tale facoltà , ma soprattutto indimenticabile per e nel ricordo del degrado e il decadimento a cui l’Università Italiana sta andando incontro.
27 lug da Camiria
