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01 feb 2010

E taglio dopo taglio, la scuola ne risente.

Questa l’ultima novità del 2010 inerente ai tagli scolastici: Tagliata la geografia dal programma scolastico.

Alle scuole superiori e negli Istituti Tecnici, la Geografia non verrà più insegnata. Il decreto scolastico modifica, a distanza di ben 40 anni, la cara e vecchia scuola con le sue importanti materie.

Questa decisione la si è presa nel maggior silenzio possibile, senza “sbandierarlo” troppo ai dovuti interessati. Forse per timore che le reazioni che ne sarebbero scaturite, sarebbero state così pressanti e potenti che la paura ha fatto decidere in tal modo. Si sa che la geografia è una delle materie più importanti, la si può equiparare all’italiano, alla matematica e via discorrendo. In quanto sempre più spesso i giovani studenti non sanno orientarsi, non conoscono le città e i paesi italiani, si pensi a quelli stranieri ed internazionali. Togliendo anche questa disciplina dal programma scolastico, i studenti che non hanno voglia di studiare e vedere da se la geografia su di un’atlante o qualsivoglia libro geografico, finiranno per dimenticare anche le poche nozioni  inerenti a tale materia, che conoscono.

La politica dei tagli nella scuola,  porta a delle irregolarità assurde. Si eludono i finaziamenti amministrativi, i bidelli, si portano i genitori a spendere ulteriori soldi affinchè i proprio figli abbiano la carta igenica per andare in bagno, i gessi per scrivere e i cancellini per cancellare la lavagna, e tutto quello che la scuola ormai richiede e che nella stessa, a causa dei stessi tagli, non sono più presenti.

Come ricompensa è aumentata la spazattura nei bagni, i rubinetti dei stessi perdono acqua e per mancanza di fondi non vengono sistemati, stesso discorso per tutta l’oggettistica presente nella scuola, manutensione… Anche quella tagliata via, assieme ai bidelli che prima potevano provvedere a sistemare il tutto.

Si licenziano i docenti, con la conseguenza che così facendo vengono eliminate e mandate a casa anche quelle materie importanti, da sempre presenti nei programmi didattici di scuola , come la geografia e si lasciano da parte i sistemi educativi di matematica e scienze, come,  il metodo Brocca . Per terminare poi è stato eluso anche un anno di studio. Se si vuole sopravvivere con questa crisi che ci ha investito e dalla quale si fa fatica ad uscire, tutti i 15enni dovranno, a causa del taglio all’anno di scuola, andare a lavorare… Ed anche quì ci sarebbe molto da dire, visto che il lavoro scarseggia per tutti.

La prima cosa che salta all’occhio e quindi si nota entrando in un’aula e scuola, sono le tante cartine geografiche appese alle pareti, disposte e attaccate per essere studiate e guardate. Ora invece a causa di questo taglio, verranno eliminate e nessuno potrà più ammirarle e perdersi in quei lontani luoghi del mondo…

La geografia serve a formare cittadini italiani e del mondo consapevoli, autonomi, responsabili e critici che sappiano convivere col loro ambiente e sappiano modificarlo in modo creativo e sostenibile guardando al futuro. Privarsi degli strumenti di conoscenza propri della geografia, in una società sempre più globalizzata e quindi complessa, significa privare gli studenti di saperi assolutamente irrinunciabili per affrontare le sfide del mondo contemporaneo”.

Insomma un vero peccato sapere che nelle scuole primarie mancheranno le magnifiche e grandi cartine geografie.  Che i maturandi e gli universitari, non conoscano più, se non per loro interesse, i vari luoghi che compongono il nostro mondo…

La geografia permetteva di scoprire ogni paese a noi sconosciuto, ci permetteva di collocare le varie città studiate o visitate.. Ci permetteva di riscoprire luoghi lontani…

Era una delle materie più affascinanti..

01 feb da Camiria



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