Accesso Studenti
    • 08 NOV 10
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    E’ stato inserito il voto in condotta, non solo per gli studenti, ma anche per i Presidi e gli insegnanti. In quanto non verranno più ammessi atteggiamenti che siano in grado di ledere la figura dell’Istituto e nel complesso quella dell’intera pubblica amministrazione. Addirittura al preside viene concessa la facoltà di poter licenziare l’insegnante che oltrepassa la condizione comportamentale consentita.

    Il rigore dell’educazione quindi non concerne solo gli alunni perchè anche il ministero Gelmini ha fatto proprio il noto “Codice Brunetta”, ossia il gruppo di regole comportamentali che regolano la condotta dei dipendenti della direzione pubblica.

    La situazione si presenta più critica per i Presidi, i quali sono esposti al medesimo servizio di tutti i dipendenti dell’amministrazione pubblica da quando il medesimo codice comportamentale è stato pubblicato anche nel sito.

    I Presidi quindi, dovranno stare molto attenti nel fare asserzioni pubbliche visto che l’articolo 11 della Costituzione asserisce che: “Il dipendente si astiene da dichiarazioni pubbliche che vadano a detrimento dell’immagine dell’amministrazione”. Il medesimo articolo sostiene al tempo stesso che tutti i dipendenti pubblici hanno il diritto :-” di esprimere valutazioni e diffondere informazioni a tutela dei diritti sindacali e dei cittadini”.

    Chi infrange il codice rischia di essere sospeso dal lavoro e di ottenere anche una sospensione del salario per ben 6 mesi.

    I presidi a loro volta quindi dovranno controllare anche il comportamento degli insegnanti , personale scolastico dell’Istituto e dei genitori degli studenti.

    Si rischia un’ammenda anche se non risultano impiegate le direttive di sicurezza o se non si espone la targhetta sulla porta dell’ufficio.

    A sancire la possibile multa sarà il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale.

    Il codice è valido per i dirigenti ma il Ministro Gelmini ha emanato una circolare che allargasse la validità del codice anche agli insegnanti.

    Le mansioni inerenti alle multe più lievi passano nelle mani del Consiglio di Istituto o Consiglio del Circolo, mentre il Preside potrà presenziare prontamente sull’insegnante che non osserva il codice di comportamento con multe che possono portare anche alla sospensione dall’Istituto fino a dieci giorni.

    Sospensione che a sua volta comporta altresì, come dicevamo nelle righe di cui sopra,  al blocco dello stipendio per tutto il periodo di assenza dalla scuola.

    Nel caso in cui si giudicasse essenziale intervenire in maniera più tassativa  sarà sempre il direttore dell’Ufficio scolastico regionale a prendere la decisione finale.

    Le sanzioni possono comportare e portare anche al licenziamento definitivo per ragioni legate alla disciplina.

    Le combinazioni osservate sono quelli che possono ledere seriamente la Pubblica Amministrazione., come:  falsificazione di documenti, assenza prolungata priva di giustificazione, falsa attestazione della presenza in servizio, condotte gravi ed eventuali condanne penali subite.

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