Università slitta al 14 Ottobre
Visti i tempi tecnici e la condizione politica, è stato rimandato al 14 Ottobre 2010 il dibattito in aula del ddl sulla riforma dell’Università.
Il rinvio è stato stabilito con la Conferenza dei capigruppo il 30 Settembre, in seguito alla convocazione il giorno precedente dal Presidente dei deputati del Pd, Franceschini, al presidente della Camera, Fini, al fine di non far diventare la discussione un provvedimento inutile. I termini al principio decisi, difatti, erano molto ridotti: era previsto che entro la giornata del 30 avvenisse la prescrizione delle varianti aggiuntive e il ddl rientrasse in aula il 4 ottobre.
Il ministro all’Istruzione non è stata in grado di prendere un consono provvedimento, tanto meno i rettori. Un barlume di speranza si apre invece per i ricercatori. Compiaciuta in tal modo l’opposizione.
Il Ministro Gelmini a riguardo dichiara:-” Sono rammaricata, ma rispetto qualunque scelta farà il Parlamento. Il governo più che proporre un testo di riforma e trovare le risorse altro non può fare. Per mesi mi sono sentita dire che non si possono fare le riforme senza risorse, che non si fanno le nozze coi fichi secchi. Oggi abbiamo la riforma e le risorse. Questo, però, pare non bastare”. La Gelmini ha altresì presentato un espediente per la difficile condizione dei ricercatori: un adeguato numero di posti di associato all’anno, nei seguenti sei anni a partire dal 2011 e la reimmissione degli scatti stipendiali.
Preoccupati i direttori delle Università secondo cui il rientro a scuola del ddl per il 14 ottobre, agl inizi della sessione di bilancio ” vorrebbe dire sicuramente, nella fase politica che stiamo attraversando, alla rottamazione del provvedimento”. Il Presidente della Crui sostiene:- ” Il conseguente vuoto legislativo, potrebbe per contro prolungarsi di nuovo per anni, bloccando, tra l’altro, le procedure sul reclutamento che interessano tanti giovani studiosi meritevoli. E’ indispensabile che si ritorni sul calendario dei lavori in Aula, garantendo lo spazio per la discussione in tempo utile del provvedimento”.
Il rinvio, secondo invece l’opposizione, potrebbe divenire un eccellente amico :-” Il rinvio è una garanzia sulla certezza delle risorse. La nostra azione è finalizzata a intrecciare la riforma con le risorse che vogliamo vedere scritte in atti contabili. Il governo metta le risorse necessarie nella imminente sessione di bilancio (quella del 15 ottobre) e poi si discute”. Lo stesso sostiene l’Udc che accetta con approvazione i recenti termini per la discussione del ddl.
I ricercatori tirano un sospiro di sollievo affermando:-” La nuova calendarizzazione rappresenta una preziosa occasione per dare vita a una riforma partecipata». Non solo. Il ddl verrà portato in discussione, alla vigilia dell’inizio della sessione di bilancio. «Non potrà quindi essere votato – osserva la Rete29aprile – se non al termine della sessione di bilancio stessa (dicembre, nella migliore delle ipotesi). Non si tratta, quindi, solo di un rinvio di dieci giorni (dal 4 ottobre al 14) bensì di una pausa di riflessione che consentirà evidentemente di inserire nel provvedimento anche correttivi di tipo finanziario”.













