Test d'ammissione
Il test d’ammissione all’Università è sempre ragione di preoccupazione sia per lo studente che desidera entrare a fare parte di una certa facoltà. che per la famiglia che lo sostiene “nell’impresa”.
Certo è che chi riesce ad oltrepassare il fatidico e duro test, avrà il via libera per raggiungere nel migliore dei modi la laurea.
In questi giorni si è ripetuta la classica consuetudine dei test d’ammissione alle facoltà a numero chiuso.
Un impegno importante questo per tutti i giovani e per le rispettive famiglie, ma altresì motivo di controversie da parte dei giornalisti.
Un’ansia marcata dal fatto che la strada che gli si presenta davanti, sarà molto lunga per raggiungere l’agognata laurea.
Per fortuna la crisi economica non ha sfiorato gli Atenei, questo almeno per quanto riguarda il gran numero di ragazzi che si è presentato anche quest’anno ai test di ammissione per le diverse facoltà.
Si nota per di più come, i giovani abbiano la tendenza a seguire l’andamento scientifico degli ultimi anni.
Molti infatti sono gli iscritti alla facoltà di ingegneria energetica, si vuole per la volontà del governo di reinserire l’energia nucleare, che include anche corsi di orientamento per gli ingegneri nucleari.
Ad esempio nel Politecnico di Torino si nota un gran numero di iscrizioni, circa il 23% in più in raffronto allo scorso anno; a seguire il Politecnico di Milano con il 17% in più d’iscritti, dove le domande per l’iscrizione ai corsi di bioingegneria e Ingegneria Ambientale salgono al 22%. Certo è che per passare bisogna prima oltrepassare il famigerato test d’ammissione.
L’istruzione è un diritto di tutti, ma solo alcuni, i più competenti, possono avvalersi della possibilità di specializzarsi e laurearsi nella materia che più preferiscono. In quanto per alcune facoltà , la possibilità di entrare nel corso è limitata dal numero chiuso di studenti. Le facoltà per le quali è previsto il numero chiuso, con la legge del 1999, sono: Medicina Veterinaria, Medicina, Chirurgia, Architettura, Odontoiatria, Protesi Dentaria, Scienze della Formazione Primaria, oltre alle nuove facoltà immesse da qualche tempo negli Atenei.
Ciò vuol dire che la maggior parte delle facoltà prevedono il numero chiuso di ammessi, ed anche se la cosa non piace a molti, ancora ad oggi un terzo delle facoltà prevedono il test d’ammissione con il numero chiuso di ammessi, secondo la legge i più meritevoli.
Nonostante si sia contrari a tale direttiva, si è notato come negli ultimi anni dare la possibilità agli studenti di frequentare corsi universitari a numero chiuso, abbia permesso loro di seguire un iter formativo completo fino alla laurea, in maniera tale che non ci siano e non si presentino, come spesso accadeva e accade, la dispersione scolastica.Difatti grazie a questa direttiva, si denota come la maggior parte dei ritirati e degli abbandoni fra il primo e il secondo anno, è minore proprio in quelle facoltà nelle quali è previsto il numero chiuso di ammessi. Ciò si denota soprattutto nelle facoltà di medicina, dove i laureati, ad esempio quelli del 2007 che hanno seguito il corso senza perdere gli anni, sono l’81,5% in raffronto alla media del 37,2% delle altre Università.
L’amministratore delegato della casa editrice Alpha Test, il quale si dedica da più di vent’anni alla preparazione e stipula dei test d’ingresso, afferma :- ” Il Comitato Nazionale per la valutazione del sistema universitario mostra che le facoltà con gli studenti più regolari sono proprio quelle dove ci sono prove di selezione all’ingresso e accessi programmati. Le prove d’ammissione permettono di individuare subito gli studenti più preparati , con capacità logiche e di apprendimento più adeguate al tipo di studi che vogliono affrontare, e quindi con maggiori possibilità di successo. Ecco perché la prova d’ingresso diventa per gli studenti più motivati un forte stimolo “.
Ciò che rivendica e chiede Sironi, Amministratore della Alpha Test, è: -” Più trasparenza e borse di studio. Servirebbero graduatorie nazionali per l’accesso ai corsi di laurea e borse di studio per chi consegue il punteggio migliore. Così gli studenti più capaci potrebbero scegliere liberamente l’Università che preferiscono. Inoltre i test d’ingresso comunemente chiamati quiz, screditandoli in maniera scorretta, è un meccanismo è lo strumento di valutazione più usato, perchè obiettivo. Non sarebbe giusto dar peso al voto di maturità , perchè si penalizzerebbe chi ha fatto un liceo difficile nei confronti di chi ha trovato professori di manica larga. Anche l’ipotesi del colloquio come strumento di valutazione è difficilmente praticabile , non sono per i costi ma soprattutto per i tempi che richiederebbe, e poi perchè introdurrebbe una componente discrezionale nel percorso di selezione , terreno fertile per favoritismi e raccomandazioni”.













